DALLE ALPI ALLE ANDE   di I2SDD Ugo e I2GFS padre Franco



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Pag. 5   PONGO Dove volano i condor

E' mattino presto quando padre Crispin il giovane e dinamico parroco di Pongo, un piccolo paese ubicato ben oltre i 4000 mt, ci fa salire sul suo autocarro-fuoristrada già carico di provviste comprate il pomeriggio precedente al mercato. Saremo suoi ospiti e visiteremo il complesso che ha costruito intorno alla chiesa nella sua parrocchia  sperduta tra la catena andina ad un imprecisato km della Caretera Panamericana che con un percorso da brivido attraversa il lato ovest della Bolivia e congiunge il paese con i vicini Cile e Perù. La strada è abbastanza agevole, dato che siamo nel periodo secco pre invernale, ma qui non esistono o sono rarissime le protezioni ai lati della strada, dove dietro ogni curva si nascondono burroni spaventosi. Al nostro ritorno assisteremo purtroppo ad uno dei tanti tragici incidenti che quotidianamente esigono il loro mortale rituale. Qui la parola sicurezza ha un significato che fa sorridere e al di là di quella che risulta essere una colpevole mancanza strutturale, esiste un malcostume di guida, l'abitudine all'uso esagerato di alcool, i mezzi quasi sempre fatiscenti e con l'impianto frenante ( che qui è di vitale importanza )  fuori uso. 

L'importante arteria, che attraversa la catena montuosa da sud a nord e viceversa, è percorsa quotidianamente da migliaia di mezzi prevalentemente pesanti e dagli autobus che collegano le principali città del paese tra loro fino alla capitale La Paz e poi al Peru passando dai 3800 mt del lago Titi Caca.  Basta leggere i cartelli stradali per rendersi conto che qui raramente si scende sotto i 3000 mt e la media è intorno ai 4000.  Ogni errore si paga con la vita, spesso anche con quella altrui quando il sonno e la fatica addormentano le braccia o quando un organo meccanico cede all'usura o al pressapochismo che qui è uno standard di pensiero di moltissimi anche se fortunatamente non di tutti.  Raccomandiamo a Crispin di guidare con prudenza mentre Franco, nella parte posteriore del cassone, rischia di rotolare ad ogni curva ( e prima di arrivare ne faremo veramente tante ! ). Valli maestose, dove i secoli creano le forme, si susseguono come  l' interminabile toboga di un immenso parco dei divertimenti. Il nostro piccolo, stracarico mezzo si arrampica soffrendo sulla strada che scava una profonda ferita sul fianco della montagna e i nostri occhi guardano estasiati fuori dal fragile riparo del finestrino.

Le immagini parlano da sole, ma sono ben poca cosa di fronte a quello che hanno potuto vedere i nostri occhi. La vista spazia su orizzonti che pare non abbiano limiti e cielo e terra si abbracciano lungo una linea bruna e sfumata dove la terra arsa di Bolivia si congiunge con il blu cobalto di un cielo quasi perennemente senza nubi.  Accostamenti, colori e luci che solo la mano del Creatore può aver concepito e che i più blasonati stilisti neanche si sognano di poter imitare.  Chilometri percorsi a bocca aperta per lo stupore, per l'emozione forte regalata, su e ancora su fino a Pongo e la sua piccola chiesa con il tetto del campanile ferito recentemente da un fulmine e la sua unità scolastica, una realtà nata dal sogno di Crispin e dall'aiuto economico di tante persone amiche oltre che dalle braccia dei suoi abitanti.

 

Logica conclusione della mattinata la cucina della canonica dove ci viene preparato un tremendo piattone di simil tagliatelle alla carbonara. Dobbiamo ammettere che sono davvero buone così come la carne e contorno che seguono. Il classico caffè con la moka chiude il pasto.  Come dessert i ragazzi organizzano in nostro onore un interessante concerto di musiche folcloristiche in dialetto locale che ascoltiamo con vivo piacere pur non potendo apprezzarne i testi.

Io "curioso" un po' tra gli strumenti e decido che mi porterò in Italia un charanghito, una piccola chitarra a 5 doppie file di corde con la cassa armonica ricavata dall'a corazza di un armadillo. Per suonarla serve una mano piccola ed in grado di muoversi alla stessa velocità con le quali si muovono le ali di un calabrone. Ho comprato anche il corso completo, ma ne sono certo : non riuscirò mai a suonarlo !  La mia scelta sarà inoltre causa di pesanti accuse da parte di mia moglie che minaccerà di denunciarmi al WWF per quanto è stato fatto al povero armadillo.

La struttura, di ottima fattura sia per materiali utilizzati che per piacevolezza architettonica, è costruita a lato della piccola chiesa nello stesso stile e comprende le aule scolastiche per tutti i livelli di insegnamento. Si parte dai corsi per combattere l'analfabetismo ( si imparano i rudimenti della lettura e della scrittura ) per finire alla facoltà di Agraria che permette di ottenere una laurea legalmente riconosciuta a tutti gli effetti dagli organismi governativi. Non manca un corso professionale dove si insegna l'arte della panificazione e si produce dell'ottimo pane in quantità superiore alle necessità. L'eccedenza verrà venduta e contribuirà al sostentamento delle scarse risorse della comunità. Stupisce un poco vedere sui banchi, insieme a quaderni e penne, anche il classico mucchietto di foglie di coca che studenti e insegnanti indistintamente masticano per tutta la giornata. Qui è la norma; un po' tradizione e un po' necessità per resistere alla fatica e spesso anche alla fame di cibo e di ossigeno delle alte quote.
Visitiamo le classi e ci intratteniamo con alunni ed insegnanti mentre Franco si esibisce come in un classico film anni '30 ( fa la parte dell'autorità del Fascio in visita che interroga gli studenti !  Hi.. )

Nel primo pomeriggio assisto ad una partita di pallone tra due squadre locali e mi lascia letteralmente sconvolto il fatto che si possa correre come matti per quasi due ore a quote intorno ai 5000 mt.   Io ho attraversato nel lato più breve il terreno di gioco al piccolo trotto durante il cambio di campo e sono arrivato dall'altro lato in evidente stato di apnea e con quello che sembrava un principio di infarto !   
Per concludere in bellezza, dato che i 4600 mt di dove eravamo non bastavano, via per  una bella salita all'altipiano, là dove volano i condor e pascolano i lama !  Una foto ricordo per mostrare alla moglie incredula che il marito può ancora arrivare, al di là dell'età, alle mitiche quote raggiunte solo da alpinisti di chiara fama e poi giù, ringraziando Dio per essere sopravissuti a quella che verrà definita dalla mia dolce metà solo una insana bravata di un sessantenne fuori allenamento. Per lo meno ho evitato il classico "sputo in faccia" dei lama !

Che ci posso fare, sono un incompreso!    Ma il tempo vola ed è ora di fare ritorno a quote più basse ( si fa per dire anche se Cochabamba è a metà dell'altezza alla quale ci troviamo ora ). Riscendiamo a Pongo e raduniamo i nostri bagagli da caricare sul fuoristrada.

I ragazzi ci salutano e ci regalano alcuni pregevolissimi indumenti locali da cerimonia dai colori straordinari e ornati con mille specchietti e piccoli oggetti rituali. Tra abbracci e promesse di una futura visita ci lasciamo portando con noi il nostro nuovo sgargiante guardaroba che sfoggeremo poi orgogliosamente a casa in Italia  tra le risate e lo scherno di amici e parenti che non possono capire e non sanno apprezzare.  Crispin ci riaccompagna a Cochabamba ripetendo a ritroso lo straordinario percorso tra quelle maestose montagne che lasciano nel cuore un senso di immensità indescrivibile.  E' stato davvero un gran regalo !  Grazie Crispin. 

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