DALLE ALPI ALLE ANDE   di I2SDD Ugo e I2GFS padre Franco



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Pag. 4   ANZALDO - CP5UP Il medico delle Ande


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PREMESSA - Pietro appartiene ormai alla leggenda Boliviana ed è conosciutissimo anche al di fuori dell'ambiente radiantistico dove in verità in questi ultimi anni si è fatto ascoltare sempre meno frequentemente. Da tantissimi anni in Bolivia dopo la decisione di lasciare per sempre la natia Stezzano, un piccolo paese alle porte di Bergamo, ha dedicato la propria vita alla professione medica in un altrettanto piccolo e sconosciuto pueblito andino a oltre 3200 mt nel distretto di Cochabamba.  La storia della sua vita trasformata in splendida avventura è stata raccontata anche recentemente sulla stampa italiana da un settimanale di larga tiratura che gli ha dedicato un lungo e appassionante articolo. E' possibile anche avere i dettagli di quanto ha fatto e stà facendo Pietro in internet, su uno dei tanti siti che parlano di lui e dell'ospedale dove, totalmente a suo carico e  con l'aiuto dei tanti sostenitori e amici, presta la sua preziosa opera in favore della popolazione locale in un area dove l'assistenza sanitaria pubblica è praticamente assente.  

Il giorno precedente la nostra visita ad Anzaldo ci eravamo trovati a Cochabamba ospiti a cena nella bella casa di Pietro in compagnia della moglie Maci ( Margarita ), una biologa che divide con lui questa avventura professionale e di vita, e delle loro cinque splendide figliole.

Era presente anche Antoine, un medico svizzero cugino di Pietro con la sua famiglia, che già conoscevamo. Dopo esserci rimpinzati con l'ottima cucina di "casa Gamba" ( un misto di gustosi piatti italo-boliviani ) tra una chiacchierata e l'altra ci siamo accordati per la trasferta che avremmo fatto il giorno successivo in Anzaldo per visitare l'unità ospedaliera di Pietro.  E il giorno dopo di buon mattino, dopo il consueto caffè italiano gentilmente offerto ( sarebbe più corretto dire estorto come da consuetudine ) dalle sorelle dove era ospitato Franco, ci siamo arrampicati su per le Ande percorrendo una strada che fino a pochi anni fa era percorribile solamente nella stagione buona utilizzando mezzi fuoristrada, mentre nel periodo delle piogge era totalmente impraticabile per i tanti ed improvvisi torrenti che la attraversavano trascinandosi massi di ogni dimensione.

Ora il percorso è agevole ed utilizzabile anche da normali autovetture ( anche da quelle un po' datate come quella nella foto a lato ), dato che lo sterrato è stato sostituito con un ciottolato pericoloso solo nei giorni di pioggia per la sua scivolosità.   Franco freme per rivedere il paese e gli amici che non vede da anni.  Ha lavorato come ferrista per lungo tempo alla fine degli anni '80 aiutando Pietro in sala operatoria proprio nel piccolo ospedale appena sorto e insegnando spagnolo e matematica nella scuola locale gestita da religiosi cattolici. Dovete sapere che Franco ha abbandonato il girone di peccatori incalliti nel quale abitava insieme a me solamente in età pensionistica per passare al nemico e che la sua esistenza l' ha vissuta in modo rocambolesco tra America Latina e Italia, tra ospedali in Argentina come infermiere e PP.TT. in Italia  dove faceva il telegrafista nel primo dopoguerra per finire la sua carriera lavorativa come funzionario alla Camera di Commercio di Milano.   Poi la pensione e la svolta con la decisione di vestire l'abito talare !  Ma chiudiamo la parentesi e torniamo a noi ...Dopo circa 70 km di tornanti alternati a brevi rettilinei sull'altipiano compare finalmente Anzaldo un pugno di povere case con i pochi campi coltivabili bruciati dalla cronica siccità che attanaglia questa arida zona. Solo un poco di orzo e di patate riescono a fatica a dare sostentamento a gente poverissima e da questo si comprende la generosa scelta di vita  di Pietro. Qui tutto quello che c'è e funziona è opera sua !

L'acqua, elemento prezioso, sgorga dai pozzi ( uno è attualmente in fase di ultimazione ) voluti e forniti da Pietro e dalla sua organizzazione così come la luce elettrica, il telefono e la rete fognaria coperta, un lusso che persino le capitali di altri dipartimenti Boliviani, ad esempio Trinidad nel Beni, non hanno e neppure si sognano.

Ci accomodiamo nella struttura che è stata l'ospedale originario e che ora è diventata un po' poliambulatorio un po' laboratorio e dove svetta la 3 elementi per i collegamenti con l'Italia e i dipoli per le bande basse utilizzate per connettersi alle altre comunità sparse su un territorio vastissimo dell'altipiano.  Pietro ci fa visitare la struttura con tutte le sue efficientissime unità operative tali da coprire ogni esigenza sanitaria. C'è proprio tutto ! ... mancano solo la T.A.C. e la risonanza magnetica, ma ci sembra chiedere troppo. Lo staff medico è composto oltre che da Pietro e da sua moglie Maci che gestisce il laboratorio di analisi,  anche da un giovane ma valido chirurgo, da una laureanda biologa spagnola e da un nutrito numero di specialisti che di volta in volta operano nella struttura in base alle necessità del momento.  Naturalmente non è paragonabile in termini di numero di interventi ad una A.S.L . italiana e si cerca di organizzare, nei limiti del possibile, gli interventi in base alla tipologia in modo che si possa intervenire in maniera specifica sul maggior numero di pazienti quando è disponibile lo specialista adatto.  
Scopro con sorpresa che il costo che verrà addebitato al paziente ( che deve pagare integralmente la prestazione non essendoci alcuna forma di servizio sanitario nazionale ) per una serie di esami del sangue di routine è nettamente inferiore a quello che ho pagato di solo ticket per analoga prestazione in Italia prima della partenza !  Misteri della Sanità?! ...  Terminato il nostro Hospital-Tour andiamo a pranzo nella abitazione di Pietro, proprio di fronte all'ospedale, dove ci raggiungono anche gli altri
dipendenti per ricaricare insieme le batterie.

E' arrivato il momento di tornare a Cochabamba.  Pietro termina gli ultimi impegni, si intrattiene con i pazienti ( una bimba dimessa dopo un intervento per una frattura scomposta ad un braccio e una donna che dovrebbe essere operata per un tumore all'utero ).

Farà il viaggio di ritorno con noi sul nostro piccolo fuoristrada fino a Cochabamba dove preparerà le valigie per il suo viaggio annuale estivo di lavoro in Svizzera e visita parenti in Italia.  Ci salutiamo programmando di rivederci a Stezzano prima del suo ritorno in Bolivia.

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