DALLE ALPI ALLE ANDE   di I2SDD Ugo e I2GFS padre Franco



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Pag. 1     SI PARTE !

Era passato oltre un anno da quando avevamo lasciato la Bolivia, ( io dopo un viaggio di affari/vacanza di alcune settimane nella zona tropicale e Franco dopo 16 anni di missione nella provincia di Cochabamba per "raggiunti limiti di età" ) e il progetto di ritornarci come tappa principale di un lungo viaggio in America Latina era in effetti iniziato....esattamente durante il viaggio di ritorno l'anno precedente !   Io e Franco siamo praticamente amici da sempre, anche se chi dovesse passare una mezza giornata con noi potrebbe testimoniare il contrario, ma il segreto è nei nostri rispettivi Call ( lui I2 Gasparini Franco Sacerdote  e io  I2 Stazione Del Diavolo, praticamente il diavolo e l'acqua santa ! ). Da mezzo secolo un "miscredente" e un "sacerdote atipico" sono compagni di viaggio e la speranza è di poterlo essere ancora per qualche anno anche se il peso degli anni comincia a farsi sentire.  

Ma ritorniamo al nostro viaggio : raggiungere la Bolivia oggi significa mettere in preventivo un lungo percorso a causa delle disastrate condizioni nelle quali il paese si trova. Le compagnie aeree locali sono praticamente allo sfascio e comunque non sono in grado di garantire voli regolari. L 'unica compagnia straniera in grado di collegare la Bolivia con il resto del mondo ci porterà a destinazione dopo un tortuoso viaggio multitappa per mezza America Latina.  Partiamo speranzosi e carichi come muli il 24 di maggio da Malpensa per B.Aires -Argentina con la complicità di un amico responsabile dello scalo che ci facilita il check-in . Dopo 13 ore di volo e altrettanti di sbalzo di temperatura ( dato che lì siamo all'inizio di un inverno che si preannuncia rigido ) raggiungiamo la nostra prima tappa. Attendiamo per cinque ore la nostra coincidenza per Asunción in Paraguay tra un caffè e una occhiata alla nebbia che fa tanto "Pianura Padana" anche se siamo a 13.000 km di distanza dalla Lombardia e finalmente riprendiamo il nostro viaggio sorvolando La Plata con la tipica struttura urbanistica a scacchiera e la foce del fiume, tanto vasta da sembrare un mare ( Mar de la Plata ), che divide l'Argentina dall'Uruguay.

Ad Asunción ci attende il consueto " punto di ristoro con consumazioni gratuite e suonatore d'arpa " così fuori dalla consuetudine della solitamente impersonale "area passeggeri in trasferimento su altro scalo" del resto del mondo.  Ma questo è un altro pianeta, l'anomalo è la regola !   Franco si fa suonare Caminito e qualche altra canzonetta nostalgica argentina come d'abitudine mentre sorseggia il suo simil-caffè.  Dopo un paio d'ore si riparte finalmente per la nostra meta finale ( o quasi ) : La Bolivia !  Una breve sosta di circa un'ora a Santa Cruz de la Sierra aereoporto di Viru-Viru nel lussureggiante oriente boliviano dove il nostro aereo ci scarica e riparte vuoto per  La Paz  ( difficile spiegare la ragione monopolistica sulle tratte interne pretesa della compagnia di bandiera boliviana ). Ritornerà a prenderci per riportarci a Cochabamba, la città dell'eterna primavera dove stabiliremo la nostra base e dove abbiamo chi ci attende. Ci avviciniamo mentre sotto di noi le nubi nascondono completamente il paesaggio, poi i primi picchi scuri fanno capolino con i loro oltre 4000 mt di altezza e come per incanto le nubi si fermano lungo la loro dorsale e il cielo torna color cobalto. Stiamo per arrivare !  Il comandante comunica che il cielo è sereno, che la temperatura al suolo è di 23 ° C e che l'umidità è circa del 30%.  Cosa si può chiedere di più da un inverno Cochabambino a 2400 mt/slm?

Sulla terrazza dell' aereoporto mille mani festose salutano chi arriva e passata velocemente la dogana, un intero "comitato di ricevimento" composto da seminaristi di varie etnie locali, suorine festanti, sacerdoti di ogni grado e nientepopodimeno che ... Arcivescovo locale accolgono festosi il buon Franco. Il vecchietto cede all'emozione e ci scappa qualche lacrimuccia tra un abbraccio e l'altro !  Naturalmente io mi tengo in disparte, poco avezzo a contatti ravvicinati del terzo tipo con l'ambiente dell'alto clero e mi limito a qualche stretta di mano con le basse gerarchie ( sacrestani, diaconi e novizie ) svolgendo la mia naturale funzione di documentarista aspirante reporter.
L'allegra brigata ci carica su due fuoristrada diversi e mentre Franco scompare nella nube di consacrati personaggi e viene portato in trionfo in Cattedrale al grido di "santo subito", io fortunatamente riesco ad allontanarmi alla chetichella e mi trasferisco a casa dell'amico Alcides, una bella e moderna villa in una zona periferica e residenziale della città. Lì mi aspettano un letto ed un bagno, cose per le quali avevo perso ogni speranza a 35 ore di distanza dalla partenza dall'Italia !

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